Pasquale Miano studio

Progetti

Recupero e miglioramento/ adeguamento sismico dell’ex Chiesa di Sant’Egidio, Melito Irpino (AV)

Recupero e miglioramento/adeguamento sismico dell’ ex Chiesa di Sant’Egidio Melito Irpino Il progetto mira a rendere accessibile l’ex Chiesa di Sant’Egidio, tramite un intervento di restauro e miglioramento strutturale. Tale obiettivo rientra all’interno di un sistema di riattivazione del centro storico di Melito Irpino, sottoposto ad abbandono in seguito agli eventi sismici e geologici del 1962 e trasferito in altro sito, portando ad un lento declino e degrado dell’area. Punto di partenza progettuale è l’approfondimento del contesto urbano preesistente, a partire dalla ricostruzione storica del centro prima degli eventi sismici, rendendo visibile una storia che origina dagli insediamenti di epoca romano sannita e successivi in epoca medievale. In questo modo, la riqualificazione dell’area parte dall’intervento puntuale sull’ex Chiesa di Sant’Egidio e si estende ad un progetto urbano avente oggetto le permanenze della Melito Irpino preesistente. Stato di fatto Luogo d’intervento: Comune di Melito Irpino (AV) Committente: Comune di Melito Irpino (AV) Progetto: 2023-2025 Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Giuseppe Ruocco, Giovanni Chiumiento, Antonio Masturzo Team studio: Silvia Paparo, Monica Perillo Allestimento: Alessandra Miano Strutture: Giancarlo Ramaglia Stato di fatto La chiesa versava in uno stato di completo abbandono che ha causato, nel corso degli anni, il crollo prima della copertura del transetto e della cupola, e poi anche della navata principale. Tuttavia, gli interventi di restauro sono stati guidati dall’intento di non reintegrare plasticamente le mancanze più estese degli stucchi e degli intonaci, bensì di consolidarne lo stato attuale al fine di rendere sin da subito evidente la stratificazione storica. Dall’altra, il progetto della nuova copertura utilizza il tetto a doppia falda e la semi-cupola della preesistenza, razionalizzandone le geometrie e rendendo immediatamente distinguibile l’intervento attraverso l’uso di materiali contemporanei come l’acciaio per la struttura e pannelli di materiale composito in legno e cemento per il rivestimento esterno. Anche all’interno, come all’esterno, l’intervento è immediatamente riconoscibile.  La nuova struttura della copertura, composta da travi reticolari in acciaio che seguono il ritmo delle lesene esistenti, viene infatti lasciata a vista. Planimetria di progetto Nell’allestimento interno, si è scelto di conservare la spazialità centrale della navata e del transetto, che si aprono longitudinalmente in un unico grande ambiente illuminato principalmente dall’alto dalle due file di finestre ad arco laterali.  La grande sala polifunzionale così individuata viene allestita con divisori mobili su ruote, che permettono di modificare la divisione dell’ambiente in base alla necessità, assolvendo a doppia funzione di aula studio, con spazi frazionati e separabili, e sala conferenze. La necessità di raccontare la storia di un luogo abbandonato è alla base dell’integrazione di una funzione espositiva, declinata con riferimento a due ambienti principali.  Lo spazio di accoglienza è posto all’ingresso della chiesa. Tale ambiente è definito da un grande plastico tridimensionale centrale di Melito Irpino, che ne rende visibile la configurazione storica, connesso ad un ledwall illustrativo, per una fruizione diffusa e a totem interattivi, per una narrazione personalizzabile. Il secondo ambiente è posizionato all’interno dell’abside. Sfruttandone la parete curva, si è progettato uno spazio multimediale semi-immersivo che avvolge il visitatore nelle storie polifoniche, che ricostruiscono il passato di Melito Irpino. Per quanto riguarda gli spazi aperti, il progetto  si concentra sugli spazi  antistanti la Chiesa, considerandone una possibile espansione verso un’area più ampia. Il sagrato della Chiesa di Sant’Egidio era definito da un’ampia piazza triangolare, Piazza della Vittoria, che si estendeva per oltre 500 mq. Si è scelto di riproporre l’ingombro della vecchia Piazza lungo tutta la sua estensione, ma tenendo conto dello stato attuale dei luoghi, per cui la piazza assume una configurazione prevalentemente a verde, si articola su 4 terrazzamenti, tagliati da rampe diagonali, che conducono direttamente all’ingresso della Chiesa. Quest’ultimo viene servito da un grande podio pavimentato in breccia irpina che collega i vari ingressi della chiesa e del corpo annesso e ne garantisce la piena accessibilità: infatti, tramite un percorso laterale da Ovest ad Est, la strada principale antistante la chiesa viene collegata in quota all’ingresso di quest’ultima. Questo sistema di collegamenti rende quindi la piazza permeabile in ogni sua parte, al fine di non generare un limite bensì uno spazio aperto a servizio della comunità locale.

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Restauro del Complesso Conventuale di San Francesco, Montesarchio (BN)

RESTAURO DEL COMPLESSO CONVENTUALE DI SAN FRANCESCO SEDE DEL MUNICIPIO – MONTESARCHIO Gli obiettivi progettuali riguardano il consolidamento strutturale, il restauro e la rifunzionalizzazione del complesso denominato Convento di S. Francesco a Montesarchio. Nonostante le evoluzioni che si sono avute nel tempo, il chiostro settecentesco è ancora oggi un gioiello dell’architettura montesarchiese. Le condizioni di abbandono in cui versava il Complesso, sebbene abbiano portato ad una progressiva perdita dell’apparato decorativo, non hanno tuttavia significativamente alterato l’organismo architettonico e funzionale originario.  Stato di fatto – Complesso Conventuale di S. Francesco, Montesarchio Luogo d’intervento: Comune di Montesarchio (BN) Committente: Comune di Montesarchio (BN) Progetto: 2021-2024 Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Eugenio Certosino, Andrea Miano, Pasquale Pisano, Domenico Tomaciello, Mariachiara Rinaldi, Alberto Grasso  con Architettura: Federico Di Lorenzo Strutture: Giovanni Chiumiento Progetto – Interni La Chiesa e il Convento di San Francesco sorsero nei primi anni del XIV secolo ai piedi della collina su cui si ergeva la torre, in posizione periferica rispetto al Borgo antico.  La Chiesa originaria annessa al convento risale probabilmente al 1339, come si evince dall’iscrizione riportata sulla pietra dell’architrave del portale gotico d’ingresso, unica testimonianza dell’impianto medioevale. L’intero complesso monumentale, infatti, fu abbattuto e ricostruito ampliato e trasformato nelle sue caratteristiche stilistiche nel XVIII secolo. Il convento, che si caratterizza per le strutture ben più austere e poderose, fu abitato dai padri francescani fino al 1807, quando con la soppressione degli ordini monastici il convento fu annesso al patrimonio del Regno. Trasformato in carcere, con l’unità d’Italia divenne sede del Municipio di Montesarchio. Fino agli anni ottanta del ‘900 fu destinato parte a Municipio, parte a scuola, parte a sede di Associazioni. Oggi la struttura è totalmente destinata a sede comunale. Il progetto è articolato sulla base di un processo integrato di interventi, che riguardano dapprima  il restauro e la messa in sicurezza del complesso mediante interventi di consolidamento statico e di conservazione delle superfici. La riattivazione dell’edificio nel circuito culturale collettivo ha richiesto una nuova definizione funzionale, prevedendo in particolare per i locali seminterrati,  usi diversificati in relazione alle esigenze della popolazione e dell’amministrazione del comune di Montesarchio, in modo da generare nuovi spazi pubblici di riferimento e a servizio della comunità. Nodale è inoltre il rafforzamento dei rapporti che il complesso instaura con il tessuto urbano consolidato circostante in particolare con gli spazi aperti che circondano l’edificio. 

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Nuovo collegamento tra la stazione AV di Afragola e la stazione metropolitana di Napoli, LAN – Linea Afragola Napoli

Nuovo collegamento tra la stazione AV di Afragola e la stazione metropolitana di Napolilan – linea afragola napoli L’intervento del nuovo tracciato fondamentale della linea metropolitana LAN si presenta come una grande opportunità per mettere in relazione efficaci soluzioni trasportistiche con le occasioni di riqualificazione e trasformazione urbana offerte dalle specifiche condizioni insediative.  Planimetria generale Committente: ACaMIR – Agenzia Campana Mobilità, Infrastrutture e Reti Progetto: 2019-2025 Progettisti: IDOM, Tecnosistem SpA, ECOPLAME, Pasquale Miano, Antonio Masturzo Gruppo di progettazione LAN (Progettazione urbana e paesaggistica): Pasquale Miano, Vincenzo Valentino, Ilaria Domenica Iazzetta, Marlia Lisa Scotto Rosato, Adriana Bernieri, Maria Masi, Monica Perillo, Marta Parente, Adriana Rea Planimetria generale – Afragola Centro STAZIONE DI AFRAGOLA CENTRO L’intervento del nuovo tracciato fondamentale della linea metropolitana LAN si presenta come una grande opportunità per mettere in relazione efficaci soluzioni trasportistiche con le occasioni di riqualificazione e trasformazione urbana offerte dalle specifiche condizioni insediative. La linea infrastrutturale nel suo insieme si estende dal bordo nord del centro storico di Napoli in direzione nord-est, attraversando i comuni di Casavatore, Casoria e Afragola e intercettando alcuni importanti emergenze territoriali a scala ampia, quali l’Aeroporto Internazionale di Napoli e il Parco di Capodimonte.  STAZIONE DI AFRAGOLA GARIBALDI In questo quadro, il progetto affronta problematiche e temi relativi a diverse scale diintervento, da quella territoriale a quella urbana dei nodi di stazione, stabilendo un articolato sistema di relazione paesaggistiche ed urbane che hanno come punto di partenza un approfondito studio dello stato di fatto e delle potenzialità di quest’ultimo. In tal senso, particolare importanza hanno assunto gli spazi aperti e le aree verdi esistenti nell’ottica di innescare un processo di rigenerazione e di creazione di spazio pubblico ad uso urbano attraverso l’intervento di realizzazione del tracciato fondamentale della linea metropolitana LAN. Si prevede altresì un processo di modificazione progressiva, che, con continuità e con le opportune differenze dovute alle singole specificità, interessa l’area metropolitana nel suo complesso. Planimetria generale – Stazione Casoria Centro STAZIONE DI CASORIA CENTRO Sia dal punto di vista metodologico che progettuale, i progetti per gli spazi aperti delle stazioni incarnano a pieno il ruolo di interfaccia urbana, nel mediare gli aspetti più prettamente tecnici relativi al carattere ipogeo della linea metropolitana e delle stazioni, con quelli legati all’inserimento contestuale, agli aspetti qualitativi, morfologici e geografici esistenti, alla permeabilità degli spazi aperti, nonché alle caratteristiche che, attraverso i progetti, si intende innestare all’interno del tessuto urbano per dare vita ad un processo di rigenerazione significativo. Planimetria generale e sezioni – Stazione di Vittorio STAZIONE DI VITTORIO I progetti urbani dei singoli nodi si fondano su alcune tracce di impostazione comune che riguardano nello specifico:– la definizione di un rinnovato sistema di relazioni urbane, volto al miglioramento delle connessioni a mobilità dolce, pedonali e ciclabili, sulla base di una rete di spazi pubblici rigenerati e, in alcuni casi, di ridisegno dell’assetto stradale per una maggiore percezione di continuità e una migliore definizione degli invasi spaziali (soprattutto nei contesti storici la cui identità e vivibilità è spesso “minacciata” dalle infrastrutture stradali);– l’innesto di elementi architettonici attentamente posizionati e calibrati nei contesti stratificati in cui si inseriscono, in particolare attraverso la modulazione di un sistema puntuale di coperture/pensiline, localizzate in posizioni strategiche dal punto di vista dei flussi urbani, sotto le quali si alternano volumi opachi e trasparenti, che contengono spazi di accesso, di sosta, di soglia, nonché i sistemi di risalita alle stazioni ipogee. Planimetria generale – Stazione Ottocalli STAZIONE OTTOCALLI Ulteriori obiettivi riguardano la creazione di spazi verdi intesi come oasi urbane all’interno di contesti molto costruiti, e la scelta di materiali e di rivestimenti sostenibili, di ultima generazione dal punto di vista energetico e prestazionale, nonché capaci di rapportarsi e di dialogare con la consistenza materica delle preesistenze. Nodale è considerare l’intersezione con i progetti in corso, ovvero con i processi di trasformazione urbana e infrastrutturale già in atto nella città, favorendo la continuità tra le soluzioni, attraverso un approccio integrato. Planimetria generale – Stazione Carlo III STAZIONE CARLO III Dal punto di vista architettonico è stato messo a punto un modello altamente flessibile, capace cioè di adattarsi alle condizioni contestuali e alle caratteristiche relative ai tipologici dei pozzi di stazione. Alla luce di tali combinazioni, si evidenziano differenti casistiche anche nelle configurazioni degli spazi di atrio, generalmente posti al livello subito inferiore alla quota stradale, dove vi sono diversi gradi di continuità spaziale e di accessibilità al pubblico. Il sistema architettonico si compone di alcune invarianti, elementi di continuità pensati come innesti riconoscibili lungo la nuova linea di movimento:– le coperture con il sistema puntuale di sostegno fitto e dilatato in maniera alternata;– il piano orizzontale dello scavo che mette in connessione le quote della città;– la trama di vegetazione a differenti gradi di intensità;– i volumi leggeri che slittano sotto i piani orizzontali delle coperture. STAZIONE CARLO III

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Parco archeologico naturalistico Cava Ranieri e valorizzazione delle Ville Romane, Terzigno

PARCO ARCHEOLOGICO NATURALISTICO CAVA RANIERI E VALORIZZAZIONE DELLE VILLE ROMANETERZIGNO Il progetto  mira a tutelare l’inestimabile valore culturale e testimoniale rappresentato dal patrimonio archeologico di Cava Ranieri, inserito in un contesto geologico e naturalistico unico nel suo genere. Le indagini di scavo, condotte a partire dal 1981, hanno portato all’individuazione di differenti ville rustiche di età romana distrutte dall’eruzione del 79 d.C. In questo scenario, il progetto si impernia sulla costruzione di un disegno unitario e coerente con l’articolazione e l’eterogeneità delle aree e degli elementi che strutturano il sito, mirando a valorizzarne ogni singola peculiarità. Vista di progetto – Villa 2 Luogo d’intervento: Comune di Terzigno (Na) Committente: Comune di di Terzigno (Na) Progetto: PTFE Parco archeologico naturalistico Cava Ranieri e valorizzazione delle Ville Romane (2024-2025); Progetto esecutivo Villa 2 (2024-2026) Progettisti:  Pasquale Miano, Gennaro Piscopo, Veronica De Falco,  Ugo Picciau, Giancarlo Ramaglia, Gianfranco Autorino,  Chiara Barone, Ilaria Domenica Iazzetta Team studio: Chiara Barone, Ilaria Domenica Iazzetta Occhiuzzi, Raffaele Santella con Silvia Paparo, Vittorio Gallone Studi specialisticistudi archeologici: Archeol. Ilenia Tamburro studi geologici:  Geosafatte Nocerino studio sulla biodiversità: Luca Boursier studio di incidenza: Gabriele De Filippo rilievo topografico: Carmine di Sarno supporto espropriazione: Teresa Russo Strategia di progetto Il progetto è declinato tramite l’integrazione diffusa di un sistema  di connessione, che accompagna gli utenti ai differenti punti di interesse naturalistici e/o archeologici, inserendo spazi di parcheggio,  infopoint-servizi e  bikepoint. Il sistema connettivo si snoda a partire da un percorso archeologico e naturalistico principale, che ricalca la traccia dell’attuale percorso di attraversamento longitudinale del parco, mettendo in rete le aree archeologiche delle ville presenti. Tale flusso si connette a percorsi secondari pedonali a carattere naturalistico e archeologico, ad aree e punti per la sosta, l’ombra e l’osservazione di particolari punti di pregio, a percorsi ciclabili realizzati con corsie dedicate lungo il percorso archeologico e naturalistico. La fruibilità estesa è garantita tramite  passerelle di accesso, che sono connesse agli infopoint e all’area delle ville. Villa Romana – Villa 6 In questo sistema, l’intervento si concentra sulla conservazione e accessibilità ampliata del sito della Villa romana, denominata come Villa 6, rendendone fruibile gli spazi interni ed esterni tramite un sistema di coperture in teli PTFE completamente removibili e sostituibilii e di passerelle in grigliato metallico.  Il visitatore è, infatti, accompagnato direttamente all’interno del patio, unico ambiente anticamente scoperto e punto di contatto tra la pars fructuaria e la pars urbana, attraverso l’innesto della passerella realizzata in grigliato metallico su piedini telescopici.  Tale sistema è implementato dall’integrazione di sistemi multimodali digitali, tramite la predisposizione di un racconto diffuso che amplifica l’esperienza della visita fisica tramite la sovrapposizione situata con una narrazione di immagini in movimento.  Il progetto relativo alla Villa Romana, denominata come Villa 2,  mira a consentirne l’accessibilità, la conservazione e la fruizione. Tale obiettivo è conseguito attraverso un sistema di azioni, a partire dalla  realizzazione dello scavo degli ambienti della villa, del vicus e del solco d’aratura di valenza archeologica. Il  restauro e la conservazione dei resti archeologici è previsto mediante consolidamenti e ripristini di componenti architettoniche, innestando  una copertura a protezione degli ambienti anticamente coperti della villa rustica. La realizzazione dei percorsi interni all’area archeologica rientra nell’ottica di una organizzazione unitaria per l’intero sistema del Parco Naturalistico di Cava Ranieri, tramite l’innesto di passerelle metalliche su supporti telescopici per l’osservazione del contesto archeologico, removibili e smontabili.

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Plesso scolastico Via Amatucci, Mercogliano

PLESSO SCOLASTICO MATERNO ED ELEMENTARE VIA AMATUCCIMERCOGLIANO Il progetto si inserisce all’interno di un’area in prossimità del borgo di Capocastello, storico nucleo fondativo di Mercogliano. Le caratteristiche morfologiche dell’area di intervento costituiscono un elemento strutturante del progetto. Le differenze di quota presenti e i coni visivi che aprono un’ampia visuale sulla vallata diventano gli elementi fondamentali di un progetto che si pone l’obiettivo di innestare un sistema di piazze pubbliche e giardini tematici su diverse quote ed insieme, di realizzare un polo scolastico aperto alla città che funga da spazio civico e da punto di riferimento per la comunità cittadina. Luogo d’intervento: Comune di Mercogliano (AV) Committente: Ministero dell’istruzione – Unità di missione per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) Progetto: Concorso di progettazione per la costruzione di una nuova scuola materna ed elementare in Via Amatucci – Primo classificato (2023); Progetto definitivo (2023) Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Giuseppe Ruocco, Veronica De Falco, Federico Di Lorenzo Team studio: Marilena Bosone, Maddalena Verrillo Strutture: Giovanni Chiumento Geologia: Luca Cozzolino Impianti: Antonio Ianniello Aspetti pedagogici:  Maura Striano L’edificio scolastico è il luogo principale dell’educazione e diventa un vettore relazionale a partire dal contesto in cui è collocato. In tal senso, lo sforzo progettuale è mirato a dare un forte valore al segno architettonico, capace da un lato di adeguarsi al contesto urbano e dall’altro di assumere rilevanza all’interno del tessuto edilizio. Infatti, l’articolazione volumetrica dell’edificio richiama l’andamento a falde tipico del tessuto costruito locale mentre la piazza pubblica introduce un segno di riconoscibilità all’interno dell’urbanizzato. La scuola si presenta con due blocchi ben distinti per articolazione spaziale e per funzione. Il blocco che ospita la biblioteca, l’auditorium, la direzione didattica e la palestra si colloca parzialmente ad una quota inferiore rispetto all’adiacente via Amatucci, in maniera tale da generare alla quota della copertura un grande spazio pubblico che funge da piazza di accesso alla scuola e alle funzioni collettive dell’auditorium e della palestra.  Un ruolo fondamentale è assunto dallo spazio connettivo che superando l’idea di corridoio, diventa collegamento ma anche spazio di apprendimento informale. Le forme irregolari basate su una linea spezzata generano dilatazioni e restringimenti in grado di costituire spazi di socialità di diversa natura che offrono la possibilità di un apprendimento non-formale o informale differente da quello tradizionale che si svolge all’interno dell’aula. Inoltre, le partizioni trasparenti amplificano il rapporto osmotico tra interno ed esterno, offrendo in ogni momento la possibilità di rapportarsi visivamente con lo spazio verde esterno, costituito da specie arboree e arbustive opportunamente scelte in base al contesto paesaggistico.

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Riqualificazione dell’area urbana sede dell’ex scuola C. Colombo e realizzazione di parcheggi interrati, Frattaminore

RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA URBANA SEDE DELL’EX SCUOLA C. COLOMBO E REALIZZAZIONE DI PARCHEGGI INTERRATIFRATTAMINORE Il progetto di riqualificazione, nel contesto urbano di Frattaminore,  mira al potenziamento strategico degli spazi urbani, tramite un processo coordinato di riforestazione urbana, di miglioramento delle connessioni tra edifici pubblici, di integrazione di spazi multifunzionali, di implementazione dell’area di parcheggio a servizio della collettività.   Planimetria generale Luogo d’intervento: Frattaminore (Città Metropolitana di Napoli) Committente: Comune di Frattaminore  Progetto: 2023 Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Giuseppe Ruocco, Maddalena Verrillo Team studio: Eliana Lavano, Gabriella Ceraso, Stefano Galeotafiore Strutture: Giovanni Chiumento Impianti: KBM ENGINEERING s.r.l. Pianta e sezione – Piazza bassa L’idea centrale di progetto è costituita dall’apertura di una nuova direttrice diagonale, che attraversa da vertice a vertice l’area di intervento, una linea di forza nella densa urbanizzazione regolare risultato di un meccanismo additivo. Inoltre il progetto punta a “riscattare” l’area della platea ribassata incompiuta, riconoscendovi  uno spazio che in qualche modo evoca  il tema delle cavità.  L’area verde a sud ovest è configurata come una vera e propria foresta urbana che occupa l’intero angolo a sud del taglio diagonale. La piazza bassa, valorizzando la piastra a quota -2.00 m, è declinata tramite uno spazio bordato da un declivio verde lungo cui sono disposte sedute ed alberature. Queste due aree sono filtrate da una grande parete metallica che funge da quinta per la piazza. Connessa alla piazza bassa, è la terrazza – giardino, concepita come un secondo spazio verde caratterizzato da vasche ricche di arbusti di differente altezza, colore e profumo.  La “piazza del municipio”, collegata da piani verdi e piani pavimentati inclinati,  consente di aprire la sede comunale verso il nuovo sistema degli spazi pubblici. A tali grandi spazi urbani si affiancano altre aree specializzate: l’area playground, l’area per piccoli animali domestici, l’area sportiva, l’area di pertinenza del centro anziani.

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Recupero del Palazzo dell’Udienza, Capua

RECUPERO DEL COMPLESSO POLIFUNZIONALE AD USO PUBBLICO E CULTURALE DEL PALAZZO DELL’UDIENZACAPUA Nella struttura urbana di Capua, il Palazzo dell’Udienza o Arco di Sant’Eligio assume una evidente centralità sul piano visivo e compositivo, la cui facciata è scandita da cornici marcapiano e dalle contigue ornie dei balconi che svolgono nel fastigio una ricca ornamentazione. L’importanza storica ed architettonica dell’edificio, risalente alla metà del XV secolo, con la funzione di conservazione delle scritture della corte capitanale, ne ha reso centrale una strategia di ri-attivazione nel circuito culturale. Luogo d’intervento: Comune di Capua (CE) Committente: Comune di Capua (CE) Progetto: 2023 Progettisti: R.T.P. Pasquale Miano (Capogruppo), Maddalena Verrillo, Giovanni Chiumiento, KBM ENGINEERING s.r.l. Team studio: Ilaria Domenica Iazzetta, Beatrice Mariosa, Stefano Galeotafiore Palazzo dell’Udienza – Stato di fatto Gli obiettivi generali del progetto sono imperniati sugli interventi di consolidamento strutturale, restauro e rifunzionalizzazione del complesso denominato Palazzo dell’Udienza o Arco di Sant’Eligio, il quale versa in stato di abbandono con problematiche di natura strutturale, di conservazione delle superfici e di degrado degli ambienti esistenti. Il progetto di Palazzo dell’Udienza mira non solo al recupero del complesso ma ricerca anche la massima accessibilità e fruibilità in modo da renderlo adattabile a molteplici usi dal punto di vista funzionale, rispondendo sia alle necessità di uso quotidiano che al variare nelle necessità nel tempo. Piante di progetto Il progetto di restauro si pone in termini di un rigoroso restauro inteso ad affrontare i complessi problemi dell’immobile in un’ottica conservativa, di riparazione e riduzione dei danni ma anche di ‘facilitazione della lettura’, oltre che di corretta rifunzionalizzazione e messa in sicurezza strutturale.Il progetto di allestimento, in questa direzione, è imperniato sulla valorizzazione culturale del palazzo. Si prevedono spazi allestiti per funzioni di rappresentanza, ad uso ufficio, museali, spazi per manifestazioni pubbliche e luoghi di servizio e spazi per funzioni temporanee con molteplici possibilità di uso. Sulla base di tali considerazioni si prevede l’inserimento di sistemi di allestimento flessibili da utilizzare sulla base degli usi diversificati di ciascun ambiente del palazzo.  Al fine di garantire una accessibilità estesa, nodale è la risoluzione degli impianti distributivi e funzionali, per cui si prevede l’inserimento di un nuovo ingresso e di un nuovo collegamento verticale meccanizzato, tramite un ascensore panoramico al centro del vano scala esistente.  Si prevede inoltre l’organizzazione degli accessi e dei percorsi interni garantendo, attraverso la chiusura o l’apertura di porte diaframma, diverse combinazioni possibili di rimodulazione degli spazi a seconda delle necessità, oltre che l’inserimento di una rampa, per il superamento del dislivello esistente alla quota di ingresso.

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Scuole Innovative, Istituto comprensivo di Montemiletto

SCUOLE INNOVATIVE ISTITUTO COMPRENSIVO MONTEMILETTO Il progetto per il nuovo Polo Scolastico a Montemiletto (AV), a partire dal Concorso “Scuole Innovative”, delinea  il nuovo edificio scolastico come un Civic Center, un luogo urbano caratterizzato da spazi di relazione e da un impianto articolato, nel quale la scuola materna e l’annesso micro-nido sono ad immediato contatto con il giardino e il playground, ma nello stesso tempo direttamente collegate alla scuola primaria e secondaria attraverso un grande atrio centrale dal quale si accede ad un articolato spazio polifunzionale. Si determina, dunque, uno spazio unitario suddivisibile in ambienti differenti. Uno spazio per grandi avvenimenti, ma anche uno spazio domestico, perfettamente utilizzabile nel quotidiano. Concorso di idee per la realizzazione di Scuole Innovative, Istituto comprensivo di Montemiletto (AV) – 1° Classificato Luogo d’intervento: Comune di Montemiletto (Av) Committente: Comune di Montemiletto (Av) Progetto: Concorso (2016); Progetto definitivo-esecutivo (2021-2026) Progettisti: Pasquale Miano (capogruppo), Giuseppe Ruocco, Integrated and Sustainable Design srls, Giovanni Chiumiento, Maria Chiara Rinaldi, Francesca Coppolino,Maddalena Verrillo Team studio: Gabriella Ceraso, Eliana Lavano,  Marialisa Scotto Rosato, Silvia Paparo Spazi esterni – Progetto definitivo-esecutivo Spazi esterni – Progetto definitivo-esecutivo Spazi esterni – Progetto definitivo-esecutivo  Dall’atrio, attraverso la gradinata che configura il civic center, si sale alla scuola elementare (250 alunni), al primo livello e poi, ancora, alla scuola media (150 alunni), al secondo. La rotazione dei livelli sovrapposti consente di realizzare terrazze e affacci e, insieme alla copertura inclinata, restituisce i caratteri di un edificio articolato, che richiama appunto il castello e la collina.  L’elemento che lega i diversi livelli è la dilatazione dell’atrio verso l’alto, che consente di realizzare un grande spazio interno, unitario e allo stesso tempo molteplice.  Questa configurazione e questa distribuzione consentono, da un lato, di prevedere tutti gli spazi necessari e, allo stesso tempo, di far sì che gli spazi aperti vadano a occupare quasi interamente il lotto. Spazi esterni – Progetto definitivo-esecutivo In questo contesto, la scuola è concepita come un luogo pedagogico in cui l’apprendimento avviene non solo nelle aule, ma in tutti gli spazi disponibili. L’ambiente scolastico diventa ambiente di vita, una casa nella scuola, dove sperimentare nuove modalità di apprendimento. Tutti gli ambienti sono infatti delimitati da un sistema di chiusure flessibili e modulari, per adattarsi ad una futura evoluzione della struttura, in modo da definire molteplici configurazioni: apprendimento one-to-one, attività di gruppo, discussioni collettive sono momenti diversi della didattica, ai quali le aule rispondono adeguatamente. 

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Lento Hi-Fi, Napoli

Lento Hi-FiNapoli Lento. Hi-Fi, Centro Storico, Napoli.  Luogo di ascolto, dove l’esperienza della musica è tradotta in un momento di condivisione collettiva. Il progetto di interni mira ad esplicitare tale dinamica all’interno di un ambiente costruito come rappresentazione tridimensionale delle esperienze attivabili, amplificatore della musica, spazio aperto a configurazioni plastiche, garantendo che l’atmosfera musicale sia declinabile secondo esigenze differenti.  Luogo d’intervento: Comune di Napoli (Na) Committente: Privati Progetto: 2025 Progettisti: Alessandra Miano Stato: Ultimato Foto: Martina Del Pesce Il progetto trasforma lo spazio in un ambiente che cambia continuamente, grazie alla predisposizione di arredi secondo schemi modulabili, costruiti tramite l’accostamento di materiali plastici riciclati e il legno betulla. Lo spazio di riferimento si compone di 47 mq, uno spazio per la musica, in cui l’esperienza costruita come sistema olistico si articola in tre ambienti funzionali, connessi l’uno con l’altro: l’ambiente consolle, la zona di fruizione, l’area bar.  L’elemento consolle diventa simbolo progettuale, microspazio che custodisce all’interno un impianto di diffusione audio tramite un mixer rotativo personalizzato, progettato tramite la collaborazione tra un ingegnere del suono e un dj professionista. Tale sistema è analogico e artigianale, prodotto in Italia su progetto di Ambienti.sonori. La consolle si presenta come un arredo multifunzionale, che da una parte supporta una selezione musicale, appuntamento quotidiano del locale, adattandosi alle esigenze impiantistiche, dall’altra rende visibile ai clienti il proprio funzionamento, accogliendoli nella propria atmosfera. Tale configurazione è progettata utilizzando piani plastici, tagliati su misura, e una struttura in legno, che si connette coerentemente con il progetto degli arredi. Le casse sono parte integrante di un sistema di cornici di legno, che mettono in scena i dischi in vinile. Nella zona di fruizione, la predisposizione di moduli flessibili permette di costruire ambienti conviviali, supportando differenti disposizioni di tavoli. L’utilizzo di misure differenziabili permette di gestire sistemi di incastro, capaci di restituire ampiezza allo spazio, pur mantenendo visibile tutti i suoi elementi costitutivi. La sovrapposizione di una seconda pelle in acciaio, come rivestimento che accompagna la superficie delle pareti, si relaziona dinamicamente con la composizione architettonica preesistente, caratterizzata da pareti voltate e pavimenti in pietra. Tale configurazione metallica assume una natura dinamica nella zona bar, dove la specificità materica del bancone si relaziona plasticamente con un fondale metallico, attivato da luci soffuse. In questo spazio di lavoro, cornici di legno con materiali semitrasparenti rendono attraversabile lo spazio, rendendone visibile le componenti gestuali e i movimenti. La cornice geometrica del locale è vivificata da giochi di luce, che si sviluppano tramite l’utilizzo di cromie accese, dichiarate esplicitamente sin a partire dallo spazio esterno.

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Recupero, restauro e valorizzazione delle preesistenze antiche, Area Archeologica delle Necropoli, Ugento

RECUPERO, RESTAURO E VALORIZZAZIONE DELLE PRESISTENZE ANTICHE AREA ARCHEOLOGICA DELLE NECROPOLILOCALITÀ SANT’ANTONIO, UGENTO L’intervento di restauro, recupero e valorizzazione dell’area archeologica delle necropoli messapiche riguarda un’area periferica del Comune di Ugento, precisamente in località Sant’Antonio, la quale si trova in condizioni di abbandono e che necessita di azioni finalizzate a promuovere una complessiva rigenerazione, volta soprattutto a salvaguardare le importanti testimonianze archeologiche, proteggerle e reinserirle all’interno delle dinamiche contemporanee dello spazio urbano. Luogo d’intervento: Comune di Ugento (Le) Committente: Comune di Ugento (Le) Progetto: 2021 Progettisti: Architettura: Pasquale Miano (Capogruppo), Giuseppe Ruocco, Veronica De Falco con Chiara Barone Strutture: Studio Miano Il progetto mira a costituire un sistema unitario a scala territoriale, che non punti alla valorizzazione della singola emergenza archeologica, quanto piuttosto alla messa in rete di elementi architettonici di pregio, appartenenti ad epoche differenti, che insieme riescono a raccontare la storia del luogo, divenendo esse stesse dispositivi narrativi. Si determinano dunque le condizioni per la realizzazione di un parco archeologico con elementi significativi dal punto di vista culturale, a nord del centro storico della città di Ugento, per la creazione di un attrattore turistico in grado di favorire lo sviluppo dell’area anche attraverso un processo di integrazione della comunità locale, la quale inizia ad acquisire consapevolezza dell’offerta culturale del luogo, salvaguardando l’area della Necropoli e dei frammenti archeologici di età messapica. Nel parco,  i beni storici-archeologici diffusi, appartenenti ad epoche differenti, sono raccontati attraverso svariati dispositivi, elementi tecnologici, spazi informativi, totem e spazi per la contemplazione e la sosta. Gli elementi fondamentali dell’intervento sono costituiti da percorsi espositivi, sentieri naturalistici, e nuove connessioni pedonali e ciclabili, in grado di riconnettere il sito archeologico alla città, costituendo una rete, potenzialmente espandibile, su cui si innesta il parco archeologico. I reperti archeologici, intesi come frammenti disseminati all’interno dello spazio naturalistico-rurale che caratterizza località Sant’Antonio, diventano in parte un sistema dinamico, che muta nel tempo, permettendo al fruitore di entrare in contatto con uno spazio sempre diverso, più ampio e unitario.

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