
Lento Hi-Fi
Napoli
Lento. Hi-Fi, Centro Storico, Napoli. Luogo di ascolto, dove l’esperienza della musica è tradotta in un momento di condivisione collettiva. Il progetto di interni mira ad esplicitare tale dinamica all’interno di un ambiente costruito come rappresentazione tridimensionale delle esperienze attivabili, amplificatore della musica, spazio aperto a configurazioni plastiche, garantendo che l’atmosfera musicale sia declinabile secondo esigenze differenti.
Luogo d’intervento: Comune di Napoli (Na)
Committente: Privati
Progetto: 2025
Progettisti: Alessandra Miano
Stato: Ultimato
Foto: Martina Del Pesce
Il progetto trasforma lo spazio in un ambiente che cambia continuamente, grazie alla predisposizione di arredi secondo schemi modulabili, costruiti tramite l’accostamento di materiali plastici riciclati e il legno betulla. Lo spazio di riferimento si compone di 47 mq, uno spazio per la musica, in cui l’esperienza costruita come sistema olistico si articola in tre ambienti funzionali, connessi l’uno con l’altro: l’ambiente consolle, la zona di fruizione, l’area bar.
L’elemento consolle diventa simbolo progettuale, microspazio che custodisce all’interno un impianto di diffusione audio tramite un mixer rotativo personalizzato, progettato tramite la collaborazione tra un ingegnere del suono e un dj professionista. Tale sistema è analogico e artigianale, prodotto in Italia su progetto di Ambienti.sonori. La consolle si presenta come un arredo multifunzionale, che da una parte supporta una selezione musicale, appuntamento quotidiano del locale, adattandosi alle esigenze impiantistiche, dall’altra rende visibile ai clienti il proprio funzionamento, accogliendoli nella propria atmosfera. Tale configurazione è progettata utilizzando piani plastici, tagliati su misura, e una struttura in legno, che si connette coerentemente con il progetto degli arredi. Le casse sono parte integrante di un sistema di cornici di legno, che mettono in scena i dischi in vinile.




Nella zona di fruizione, la predisposizione di moduli flessibili permette di costruire ambienti conviviali, supportando differenti disposizioni di tavoli. L’utilizzo di misure differenziabili permette di gestire sistemi di incastro, capaci di restituire ampiezza allo spazio, pur mantenendo visibile tutti i suoi elementi costitutivi. La sovrapposizione di una seconda pelle in acciaio, come rivestimento che accompagna la superficie delle pareti, si relaziona dinamicamente con la composizione architettonica preesistente, caratterizzata da pareti voltate e pavimenti in pietra.


Tale configurazione metallica assume una natura dinamica nella zona bar, dove la specificità materica del bancone si relaziona plasticamente con un fondale metallico, attivato da luci soffuse. In questo spazio di lavoro, cornici di legno con materiali semitrasparenti rendono attraversabile lo spazio, rendendone visibile le componenti gestuali e i movimenti. La cornice geometrica del locale è vivificata da giochi di luce, che si sviluppano tramite l’utilizzo di cromie accese, dichiarate esplicitamente sin a partire dallo spazio esterno.




