Pasquale Miano studio

Progetti

Restauro del Cinema-Teatro Politeama a Saluzzo

RESTAURO CINEMA-TEATRO POLITEAMASALUZZO L’edificio rientra nell’ampio e articolato sistema delle aree centrali di Saluzzo, centro in provincia di Cuneo, che presenta un sistema urbano di grande qualità spaziale, inserendosi pienamente nel contesto urbano di alto valore storico-morfologico di Saluzzo. Il progetto riguarda in primo luogo gli aspetti funzionali, distributivi, tipologici e spaziali dell’edificio, con particolare riferimento alla zona della platea-galleria e degli spazi di servizio ad essa strettamente connessi. Luogo d’intervento: Comune di Saluzzo (Cn) Committente: Comune di Saluzzo (Cn) Progetto: 2008-2009 Progettisti: Pasquale Miano (capogruppo), Eugenio Certosino, SNAIL s.r.l., Gianpiero Rasulo Stato: Ultimato Si sono valutate soluzioni in grado di rispondere alle nuove istanze funzionali ed organizzative dei Cinema-Teatro, lavorando alla realizzazione di una struttura polifunzionale, in grado di poter ospitare spettacoli di varia natura, ma anche conferenze e congressi. La struttura è stata così concepita come edificio di vita civile che deve andare anche al di là della sua mera funzionalità, per costituire un servizio collettivo, oltre che uno spazio con una specifica destinazione d’uso. Scarica: Relazione sito

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Piano Urbanistico Comunale, Monte di Procida

PIANO URBANISTICO COMUNALE, REGOLAMENTO URBANISTICO EDILIZIO COMUNALE E VAS COMUNE DI MONTE DI PROCIDA L’indirizzo culturale che si è perseguito nella redazione del PUC di Monte di Procida è imperniato sulla centralità del progetto urbano nel processo di pianificazione. Si tratta di costruire il piano sulla base di alcuni significativi progetti di riqualificazione urbana e paesaggistica e di rimodulare in maniera concatenata del sistema dell’ accessibilità, innescando nuove relazioni tra le differenti parti del territorio comunale. Luogo d’intervento: Comune di Monte di Procida (NA) Committente: Comune di Monte di Procida (NA) Progetto: 2008-2020 Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Eugenio Certosino, Orfina F. Fatigato, Federica Ferrara, Fabrizio Fusco, Carmine Piscopo, Paola Scala Team: Giuseppe Ruocco con Veronica De Falco, Maddalena Verrillo, Emanuele Costagliola Stato: Approvato Sulla base del rilievo e della lettura generale del sistema urbano-territoriale sono stati individuati tre grandi ambiti caratterizzati da specifiche modalità di formazione e crescita dei sistemi edilizi: l’ambito della zona alta; l’ambito del costone verso Bacoli;  l’ambito della costa. Rilevare ed analizzare i caratteri di ciascuno di questi tre “paesaggi”  ha consentito di leggere la presenza di elementi e brani di un insediamento stratificato e di definire i più appropriati  strumenti di intervento sia alla scala dell’aggregato urbano (unità morfologica) che alla scala del singolo edificio. Alla luce di queste considerazioni è stata costruita una articolata Disciplina del territorio.  L’individuazione di tali sistemi tiene conto delle classificazioni territoriali sovraordinate, ed in particolare del PTP. E’ quindi sempre possibile costruire una corrispondenza biunivoca tra tali componenti e le tre macro – aree individuate dal PTP: PI, PIR e RUA.

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Museo della Miniera- Località Argentiera

MUSEO DELLA MINIERA- LOCALITÀ ARGENTIERASASSARI L’immagine di un grandioso rudere architettonico in rovina ha caratterizzato per lungo tempo la condizione della Laveria, l’edificio più rappresentativo delle attività minerarie dismesse della località Argentiera a Sassari. I lavori sono stati eseguiti sulla base della doppia istanza della conservazione e di una nuova funzionalità compatibile con le caratteristiche del manufatto e del contesto in cui è collocato. Luogo d’intervento: Comune di Sassari – Località Argentiera (SS) Committente: Comune di Sassari (SS) Progetto: 2005 Realizzazione: 2015 Progettisti: Pasquale Miano (capogruppo), Luigi Gavini, Sandro Roggio, Gian Vito Passaghe, Sebastiano Molaro, Eugenio Certosino, Domenico Rapuano Stato: Ultimato A questa duplicità di obiettivi, è connessa un’altra duplicità: da un lato il complesso dell’Argentiera è un potenziale museo di se stesso, documento di quel particolarissimo processo produttivo che partiva dalle miniere, disposte alle quote più alte e continuava fino al mare, secondo un meccanismo ricostruibile in termini precisi, anche se nel tempo, sottoposto a continue modifiche e aggiornamenti; dall’altro, percorrendo la struttura in senso opposto, (ma questo dato emerge sin dalla prima visione degli edifici nella loro articolazione) si realizza una sorta di “avventura” della conoscenza, nella quale prevale la meraviglia e la sorpresa, vale a dire quelle caratterizzazioni che vengono sempre di più richieste all’architettura contemporanea. Ciò, solo per dire che l’edificio è di eccezionale “modernità” e questo aspetto è stato considerato di fondamentale importanza nel progetto. L’ultima duplicità consiste nel fatto che l’edificio è in muratura e in legno: è caratterizzato da parti murarie molto tradizionali, alle quali in alcuni casi si appoggia, altre volte si affianca, il sistema strutturale in legno. Lavorando caso per caso e non operando alcuna modifica o forzatura della struttura preesistente, si è operato interagendo con innesti leggeri che si configurano più come una installazione che come un intervento architettonico durevole. Scarica: Relazione Sito

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Adeguamento funzionale, impiantistico e di allestimento per il servizio ristoro nel Castel S. Elmo di Napoli

ADEGUAMENTO FUNZIONALE, IMPIANTISTICO E DI ALLESTIMENTO PER IL SERVIZIO RISTORO DI CASTEL SANT’ELMONAPOLI Castel Sant’Elmo rappresenta uno dei monumenti napoletani che in maniera più forte e incisiva contribuisce a definire l’immagine urbana complessiva: la grande struttura fortificata del Castello rappresenta il naturale completamento di una collina in tufo, in sé elemento eccezionale, in quanto avamposto rispetto al sistema orografico ad anfiteatro che circonda la città, da cui si dominano allo stesso modo il centro antico e la zona orientale con lo sfondo del Vesuvio e la zona occidentale e i Campi Flegrei con la collina di Posillipo. L’area di intervento prevista dal Concorso internazionale di progettazione comprendeva una serie di ambienti prospettanti sulla Piazza d’Armi all’interno del Castel Sant’Elmo , con due logge coperte a volta, che godono di ampie vedute sulla città storica e alcuni ambienti seminterrati sottostanti. Luogo d’intervento: Comune di Napoli (NA) Committente: Ministero per i Beni e le Attività Culturali Soprintendenza Speciale per il Polo Museale della Città di Napoli Progetto: 2006 Realizzazione: 2008 Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Macchiaroli & Partners, Bruno Macchiaroli, Bruno Boscotrecase, Massimo Santoro, Domenico Rapuano, Andrea Scafati, Giampiero Rasulo, Eugenio Certosino  Installazione artistica: Sergio Fermariello Stato: Ultimato Gli spazi del livello superiore sono stati  letti come sequenza di ambienti, interrotti dalle logge, che rappresentano gli elementi di “eccezionalità” nel sistema architettonico. Le logge, interpretate come spazi autonomi, trasparenti, luoghi della mediazione tra l’interno e l’esterno, si configurano come la chiave di lettura della fabbrica antica e dei nuovi spazi. Esse si caratterizzano come la parte visibile di un sistema architettonico, per la restante parte tutto interno, che si avvicina ai caratteri di una architettura ipogea. L’allestimento è stato inteso come un lavoro di ricerca sui concetti di variazione, leggerezza e flessibilità nell’uso dei materiali: un nuovo perimetro di listoni in legno, che si interrompe nei due loggiati trasparenti in basalto, continua in forme diverse lungo le parti perimetrali dei singoli ambienti, accogliendo nell’intercapedine tra la struttura preesistente e la nuova gli impianti e il sistema di illuminazione e dialoga con gli schermi tecnologici per le proiezioni, disposti nei tamponamenti di alcuni ambienti. Scarica: Relazione sito

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Riqualificazione urbana e ambientale del Castello Caravita e dell’intorno ubano

RIQUALIFICAZIONE URBANA E AMBIENTALE DEL CASTELLO CARAVITA E DELL’INTORNO URBANO SIRIGNANO Il Palazzo Caravita di Sirignano e l’annesso giardino si configurano come una grande insula monumentale interclusa nelle maglie del tessuto urbano storico di Sirignano, un brano urbano molto significativo per lungo tempo lasciato all’abbandono e all’incuria. L’intervento di restauro del Palazzo consiste in opere architettoniche, strutturali e impiantistiche, che interessano l’intero manufatto prevedendo la rifunzionalizzazione di tutti gli spazi dell’edificio e la riconfigurazione del giardino. Luogo d’intervento: Castello Caravita e intorno urbano, Sirignano (Av) Committente: Comune di Sirignano (Av) Progetto: 2003- 2013 Realizzazione: 2016-2017 Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Nicola Braccolino, Antonio De Rosa, Patrizia Porritiello, Adriana Sbarra, Eugenio Certosino Stato: Ultimato La nuova organizzazione funzionale di Palazzo Caravita prevede sale espositive al piano terra, aule, sale riunioni e biblioteca comunale al primo piano, una piccola foresteria, aule didattiche al secondo livello e un giardino attrezzato nell’intorno urbano, eventualmente utilizzabile per spettacoli ed eventi all’aperto. Le nuove destinazioni sono ampiamente compatibili con la creazione di spazi per la collettività, quali una cittadella universitaria e un centro di ricerca. Di queste destinazioni, si è verificata la piena capacità di adattamento alla struttura architettonica preesistente, senza introdurre alcuna modifica degli spazi interni, anzi ricostituendone in molti casi l’integrità attraverso l’eliminazione delle aggiunte improprie. Gli ambienti delle torri sono destinati a locali di lettura e per l’intrattenimento.

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Ampliamento della Fiera Campionaria di Calitri

AMPLIAMENTO DELLA FIERA CAMPIONARIACALITRI A Calitri, si è lavorato alla definizione di un nuovo impianto della Fiera costruita negli anni ottanta, articolato su tre grandi temi progettuali: la realizzazione della Porta di Ingresso del Centro Fieristico con la formaggioteca, il Centro Congressi e il parco lineare e il completamento del Centro Fieristico preesistente, con la realizzazione di un nuovo padiglione espositivo, con la riorganizzazione della piazza di connessione con i padiglioni esistenti. Il progetto mira alla creazione di un sistema di spazi aperti, correlati e concatenati attraverso l’introduzione di nuovi edifici, diversamente configurati, che delineano nel loro insieme, un asse di percorrenza principale nella nuova organizzazione fieristica. Luogo d’intervento: Fiera Campionaria di Calitri (AV) Committente: Comune di Calitri (AV) Progetto: 2003 Realizzazione: 2005/2008 Progetto e direzione lavori: Pasquale Miano Con il responsabile dell’ Ufficio Tecnico Rocco Perna Team Strutture: Gerardo di ConzaImpianti: Giovanni PolestraImpresa: Ferruccio Capone Costruzioni-Montella (AV) Stato: Ultimato A partire dallo studio della configurazione dell’area di intervento, della morfologia e del posizionamento attuale degli edifici, si è disposto, lungo il margine settentrionale dell’area, il nuovo Centro Congressi, strutturato su un articolato sistema di corpi lineari e di tre sale conferenze di differenti dimensioni. La scelta di individuare “aree di margine” caratterizzate da una forma propria, entro un sistema di relazioni generali precisamente definite, ha determinato la necessità di approfondire adeguatamente il tema delle giaciture e degli assi su cui sono strutturate le diverse aree di progetto. Il centro congressi è fondamentalmente un aggregato di edifici strutturati su un lungo e compatto blocco parallelo alla strada, a due livelli, la cui monoliticità si interrompe in due punti precisi: in corrispondenza del grande passaggio di ingresso allo spazio piazza di forma circolare (la “giuntura” prima individuata) e in corrispondenza di un passaggio coperto, un elemento architettonico disposto ortogonalmente al blocco parallelo alla strada. Il passaggio coperto rappresenta l’elemento di aggregazione di altre strutture architettoniche dotate di individualità: l’edificio prospettante sullo spazio centrale, a due livelli, e le tre sale conferenze, posizionate sull’altro lato del passaggio, a diretto contatto con il parco lineare. Scarica: Relazione sito

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Parco urbano nell’area dismessa della Vasca Carmine

PARCO URBANO NELL’AREA DISMESSA DELLA VASCA CARMINEPOMIGLIANO D’ARCO Il Parco di Pomigliano d’Arco è collocato nella Vasca Carmine, un invaso di laminazione dei Regi Lagni, trasformato in una grande discarica a cielo aperto. Il progetto del parco risponde ad un’istanza ambientale di bonifica e rifunzionalizzazione dell’area di intervento, ma guarda anche ad una fondamentale istanza civile, creando, tramite accostamenti di volumi e geometrie differenti ma in relazione tra di loro, uno spazio dinamico, e al tempo stesso una guida, un punto di riferimento per la collettività. Luogo d’intervento: Comune di Pomigliano d’Arco (Na) Committente: Comune di Pomigliano d’Arco (Na) Progetto: 1996 Realizzazione: 1996-2000 Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo), Marco Conte, Antonio de Rosa, Maria Luce Occhiuzzi, Raffaele Santella Strutture-Impianti: Franco Stefanile, Angelo de Sarno Stato: Ultimato Photos: Peppe Maisto II progetto del parco si basa sulla costruzione di una radura pianeggiante, che accoglie la grande eccezione dell’invaso, bonificato, sistemato e reso percorribile. L’impianto planimetrico risulta dall’accostamento di due geometrie, una regolare per l’area pianeggiante, l’altra connessa all’andamento morfologico dell’invaso. Tra i due sistemi si inserisce un grande viale alberato che mette in connessione i diversi ingressi al parco, in corrispondenza dei quali è localizzato uno slargo delimitato da edifici – serre in acciaio e vetro. Attraverso il progetto si è indagata in primo luogo la questione dei vuoti nella nuova dimensione urbana, al fine di verificare la possibilità di ribaltare l’attuale situazione insediativa: la Vasca, da fonte primaria di degrado ambientale, è stata riconfigurata come un luogo centrale, un elemento di riferimento di un più articolato programma di riqualificazione delle aree centrali storiche e periferiche e di costruzione di un sistema di spazi aperti, in cui la riappropriazione di uno spazio negato e proibito assume un valore anche simbolico. Scarica: relazione-sito

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