
Recupero e miglioramento/adeguamento sismico dell' ex Chiesa di Sant’Egidio
Melito Irpino
Il progetto mira a rendere accessibile l’ex Chiesa di Sant’Egidio, tramite un intervento di restauro e miglioramento strutturale. Tale obiettivo rientra all’interno di un sistema di riattivazione del centro storico di Melito Irpino, sottoposto ad abbandono in seguito agli eventi sismici e geologici del 1962 e trasferito in altro sito, portando ad un lento declino e degrado dell’area. Punto di partenza progettuale è l’approfondimento del contesto urbano preesistente, a partire dalla ricostruzione storica del centro prima degli eventi sismici, rendendo visibile una storia che origina dagli insediamenti di epoca romano sannita e successivi in epoca medievale. In questo modo, la riqualificazione dell’area parte dall’intervento puntuale sull’ex Chiesa di Sant’Egidio e si estende ad un progetto urbano avente oggetto le permanenze della Melito Irpino preesistente.
Luogo d’intervento: Comune di Melito Irpino (AV)
Committente: Comune di Melito Irpino (AV)
Progetto: 2023-2025
Progettisti: Pasquale Miano (Capogruppo); Giuseppe Ruocco; Giovanni Chiumiento; Antonio Masturzo
Team studio: Silvia Paparo, Monica Perillo
Allestimento: Alessandra Miano
Strutture: Giancarlo Ramaglia
La chiesa versava in uno stato di completo abbandono che ha causato, nel corso degli anni, il crollo prima della copertura del transetto e della cupola, e poi anche della navata principale. Tuttavia, gli interventi di restauro sono stati guidati dall’intento di non reintegrare plasticamente le mancanze più estese degli stucchi e degli intonaci, bensì di consolidarne lo stato attuale al fine di rendere sin da subito evidente la stratificazione storica. Dall’altra, il progetto della nuova copertura utilizza il tetto a doppia falda e la semi-cupola della preesistenza, razionalizzandone le geometrie e rendendo immediatamente distinguibile l’intervento attraverso l’uso di materiali contemporanei come l’acciaio per la struttura e pannelli di materiale composito in legno e cemento per il rivestimento esterno. Anche all’interno, come all’esterno, l’intervento è immediatamente riconoscibile. La nuova struttura della copertura, composta da travi reticolari in acciaio che seguono il ritmo delle lesene esistenti, viene infatti lasciata a vista.
Nell’allestimento interno, si è scelto di conservare la spazialità centrale della navata e del transetto, che si aprono longitudinalmente in un unico grande ambiente illuminato principalmente dall’alto dalle due file di finestre ad arco laterali. La grande sala polifunzionale così individuata viene allestita con divisori mobili su ruote, che permettono di modificare la divisione dell’ambiente in base alla necessità, assolvendo a doppia funzione di aula studio, con spazi frazionati e separabili, e sala conferenze.
La necessità di raccontare la storia di un luogo abbandonato è alla base dell’integrazione di una funzione espositiva, declinata con riferimento a due ambienti principali. Lo spazio di accoglienza è posto all’ingresso della chiesa. Tale ambiente è definito da un grande plastico tridimensionale centrale di Melito Irpino, che ne rende visibile la configurazione storica, connesso ad un ledwall illustrativo, per una fruizione diffusa e a totem interattivi, per una narrazione personalizzabile. Il secondo ambiente è posizionato all’interno dell’abside. Sfruttandone la parete curva, si è progettato uno spazio multimediale semi-immersivo che avvolge il visitatore nelle storie polifoniche, che ricostruiscono il passato di Melito Irpino.


Per quanto riguarda gli spazi aperti, il progetto si concentra sugli spazi antistanti la Chiesa, considerandone una possibile espansione verso un’area più ampia. Il sagrato della Chiesa di Sant’Egidio era definito da un’ampia piazza triangolare, Piazza della Vittoria, che si estendeva per oltre 500 mq. Si è scelto di riproporre l’ingombro della vecchia Piazza lungo tutta la sua estensione, ma tenendo conto dello stato attuale dei luoghi, per cui la piazza assume una configurazione prevalentemente a verde, si articola su 4 terrazzamenti, tagliati da rampe diagonali, che conducono direttamente all’ingresso della Chiesa. Quest’ultimo viene servito da un grande podio pavimentato in breccia irpina che collega i vari ingressi della chiesa e del corpo annesso e ne garantisce la piena accessibilità: infatti, tramite un percorso laterale da Ovest ad Est, la strada principale antistante la chiesa viene collegata in quota all’ingresso di quest’ultima. Questo sistema di collegamenti rende quindi la piazza permeabile in ogni sua parte, al fine di non generare un limite bensì uno spazio aperto a servizio della comunità locale.

